Lingua: enitesdefrruzh-hantkopl

HOTEL SHIP SUPPLYING
MANUFACTURERS CONSORTIUM

Posate Made In Italy

posate made in italy

Quotidianamente, usiamo le posate per mangiare e per cucinare. Gli utensili da cucina che vanno per la maggiore, ovviamente sono il coltello, il cucchiaio e la forchetta. Ma non finisce qui! Tutti, nei cassetti, intorno ai fornelli, abbiamo anche altri tipi di posate: i cucchiaini per il gelato, le posate per il pesce, le posate per i dolci, le molle per il ghiaccio, per l’insalata e di vario genere.

Le posate made in Italy, sono di sicuro le più usate e distribuite sul nostro territorio e non solo. Infatti, la qualità dei prodotti tricolore è fondamentale perché garantisce alti standard e una vera garanzia per quanto riguarda i materiali utilizzati. Inoltre, le posate made in Italy si caratterizzano per un design unico e fantasioso; a volte, con delle vere e proprie personalizzazioni. Le posate nostrane più diffuse da anni, sono quelle in acciaio inossidabile. Le materie prime, sono certificate da aziende specializzate nella manipolazione e nella produzione di materiali, al fine di garantire, a tutti i clienti finali, un prodotto che sia sicuro e che possa durare a lungo, nonostante l’usura del tempo e l’utilizzo praticamente costante. Le posate made in Italy sono, inoltre, garantite dalle dichiarazioni di idoneità al contatto con gli alimenti secondo la normativa sia italiana che europea, e nella fase di realizzazione, rispettano le norme di sicurezza e quelle sull’ambiente.

Esistono diversi tipi di posate che si differenziano in base al materiale con cui sono state lavorate. In particolare, abbiamo le posate in acciaio inox, che sono le più commerciali. In passato, invece, le posate erano realizzate in avorio ed anche in argento. Non mancano, quelle totalmente in legno e, nell’era moderna, quelle in plastica le classiche usa e getta da party o pic-nic.

Posate Made in Italy– Un po di storia –

Posate Made in Italy

L’uso delle posate ha origini lontane nel tempo. Quella veterana e che ha fatto la storia è sicuramente il cucchiaio. Il suo nome deriva da “cochlea”, conchiglia che, infatti, è stato il primo utensile naturale adattato per mangiare i cibi liquidi. Nell’antichità era realizzato in legno perché aveva un’ottima resistenza. Secondo leggende, il cucchiaio è stato, da sempre, identificato come la “posata dei poveri”, perché, da tali, si nutrivano soprattutto con zuppe di legumi o brodaglie varie.

Il coltello, altresì, rappresenta la posata più importante. Utilizzata tantissimo nel passato come arma per cacciare gli animali. Infatti, per gli uomini di una volta, lo si trovava in un’apposita guaina legata alla cintura, pronto per essere tirato fuori in caso di necessità o in situazioni di pericolo. Il coltello si presentava con un manico lavorato e differenziato da persona a persona, ed era fatto con diversi materiali: in legno, in avorio, in pietra.

La forchetta, diversamente, è la posata che è stata introdotta più tardi rispetto alle precedenti due già descritte, perché, all’inizio, era vista come uno strumento malefico, simbolo del demonio. Per cui coloro che l’avevano tra le mani per infilzare i cibi, erano spesso, secondo dicerie, condannati a morte. Solo nel 1300 la forchetta iniziò a diffondersi in Italia grazie all’introduzione della pasta, che essendo calda e scivolosa, poteva essere afferrata solo attraverso l’ausilio di questa posata. Da qui, divenne una consuetudine, poi il girare la forchetta per mangiare gli spaghetti o per infilzare pasta di piccolo formato tipo penne e rigatoni.

Indietro